giovedì 1 maggio 2014

I clienti della domenica e dei giorni festivi


Cari lettori, care lettrici, buon primo maggio! Grazie al cielo oggi il negozio è rimasto chiuso, quindi almeno per la giornata odierna non andrò a lavorare. Non temete però: sarò operativa domenica. Credo si sia capito anche da precedenti post che non sono proprio a favore delle aperture festive, per quelle "attività" che non sono di basilare necessità (sto parlando di farmacie o ospedali). Non voglio fare la predica a nessuno, ma ci tengo a ribadire che la penserei in questo modo anche se non fossi una commessa. Trovo inutile ed insensato passare il tempo a bighellonare in un centro commerciale anche di domenica.



Ad ogni modo: questo blog non è nato per assecondare le mie lamentele personali, ma per esternare i miei pensieri anche in modo comico, ed è per questo che oggi, leggerete un elenco dei clienti "domenicali". Sì, perché da quando gli orari e le date delle aperture sono stati liberalizzati, ho lavorato a turno anch'io e ho potuto constatare quali siano i "clienti" che vengono in negozio nei giorni festivi. A voi quindi, la carrellata completa:

  • L'anziano/a in pensione: questi individui sono coloro che mi stupiscono di più. Cioè: hanno tempo tutta la settimana e spesso vengono pure in visita durante i giorni feriali, ma ce li ritroviamo la domenica mattina, pronti all'entrata del negozio. Le domande sono le stesse del mercoledì, e spesso riportano i capi acquistati qualche giorno prima. Il pensiero ad anziani soli e poco curati dalle loro famiglie potrebbe muovere una come me a compassione, ma poi mi accorgo che questi signori sono più in forma della sottoscritta. Mi chiedo perché non spendano il loro tempo in qualche atto di volontariato, tipo andare a trovare un amico in difficoltà.
  • L'indaffarato/a: ecco la categoria con la scusa migliore. -"In settimana io non ho tempo". Certo, sicuramente avranno lavorato anche il sabato (ehm...no). Certamente finiranno di lavorare alle 22.00 (ehm..no). La verità è che sono persone poco organizzate e che non ricordano un semplice fatto: fino a qualche anno fa, nonostante i negozi fossero chiusi il settimo dì, loro non hanno mai dovuto girare nudi, né sono morti di fame. Come facevano?
  • Il/la  comodo/a: visto che il centro commerciale è aperto, perché non andare a fare la spesa di domenica? Non importa se il tempo non manca, se si lavora part-time, se ormai molti negozi sono aperti con orari che possono agevolare chiunque. Andare quando si  ha voglia è più bello.  A queste persone auguro allora una liberalizzazione completa di qualsiasi attività lavorativa, per quanto riguarda orari e festività. Volete mettere la mia comodità nell'andare in posta, la domenica pomeriggio?
  • Il/la fortunello/a : esordiscono con la frase tipica -"Peccato che vi tocca essere quì oggi. Beh l'importante è avere un posto di lavoro, no?"-. Vorrei ricordare a questi simpaticoni che ce l'avevo anche tre anni fa e che i dati dimostrano che non ci sono state nuove assunzioni (nella stragrande maggior parte dei casi) dovute alle aperture straordinarie.
  • Il/la finto/a compassionevole: parenti stretti della precedente categoria, questi individui simulano empatia dicendoti che gli fai pena, tu che lavori proprio quel giorno. Simulano, appunto, perché noi siamo al lavoro perché loro sono lì. Domanda e offerta...credo si studi già alle medie, vero?
  • Il/la fanatica religioso/a: incredibile, è successo pure questo. Clienti che ti fanno la ramanzina perché magari non hai potuto recarti a messa la domenica mattina. Non si ricordano forse, che loro stanno alimentando questo "circolo vizioso", essendo in negozio proprio nel giorno del Signore?
  • Il/la trova soluzione: sono coloro che ti dicono che almeno tu stai a casa per il riposo compensativo durante la settimana, e che è quasi meglio. Certo, in un mondo ideale, dove tutta la tua famiglia si astiene da scuola e lavoro il mercoledì, dove tutti i tuoi amici sono liberi proprio quel giorno, sarebbe meglio. Ma non è mai così.
  • La famigliola infelice: trattasi di genitori (pazzi) che portano bimbi urlanti in negozio la domenica. Mi chiedo il perché: e pensare che molti colleghi vorrebbero essere a casa con i loro pargoletti, proprio nel medesimo istante.
  • L'/la annoiato/a: queste persone si recano ripetutamente al centro commerciale ogni festività. Giovani, anziani, mezza età, spesso in gruppo o in coppia. Mi chiedo se non hanno altri interessi, oltre che il camminare e osservare vestiti che poi non comprano. Probabilmente una mostra, un museo, un giro al parco (quando c'è il sole) non vengono contemplati minimamente.
Concludo con il dire che "l' emergenza" può capitare, ma che la prassi non può essere questa. E che non do la colpa neppure ai negozianti: se un diretto concorrente tiene aperta la bottega  di domenica, il rischio di vedere clienti che ti abbandonano è alto. E' il sistema che è sbagliato, la logica, la comodità che secondo me andrebbe lasciata da parte. Ma siamo ben lontani da tutto questo, se in rete di trovano articoli del genere.

2 commenti:

  1. Belle le categorie dei clienti, alcune sono terribili, tipo quella della predica religiosa o il fortunello ipocrita... e sono sempre più convinta che ci voglia tanta pazienza per lavorare in un negozio :-)

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