venerdì 3 maggio 2013

Cosa mi porterei su un'isola deserta: il libro guida turistica



 Per la rubrica del venerdì, oggi si parla della guida turistica. Perché nonostante sia deserta, un minimo di indicazioni le troverò scritte da qualche parte!


Come una zanzara riappare magicamente al primo accenno d'estate, come la neve cade quando si raggiungono gli 0° centigradi, come lo zucchero fa andare in effervescenza l'acqua con il limone...ecco inesorabile la rubrica del venerdì! Cosa mi porterei su un'isola deserta.


Visto che sono nel desolante mood post ferie,  riesco a pensare solo a quanto stavo bene in vacanza. Il mio dolore è molto forte: non ho ancora fatto l'upload delle foto scattate con la reflex, nel pc. Tuttavia so che dovrò darmi una mossa, perché ho la post produzione di altre foto in arretrato. Ma non  andiamo off topic e parliamo di lei, la cara vecchia guida turistica. Parlo del libro che mi compero sempre quando mi aspetta un viaggio, ma solo quando ho prenotato l'aereo. Sono convinta che altrimenti porti sfortuna, e comunque se poi per qualche motivo non dovessi partire? Terribile sarebbe la vista del suddetto volume, nella libreria.
Nel corso della mia vita ho avuto la fortuna e la costanza di viaggiare frequentemente. Quando inizi, è difficile fermarsi, ed esplorare nuove città, altre nazioni, conoscere nuove culture è per me diventata quasi una missione. Posso dire di aver provato molti libri guida turistica, e ho le mie preferenze. Ecco recensiti per voi quelli più conosciuti, secondo il mio modesto  parere.

  1. Cartoville: la guida tascabile del Touring club italiano, è ideale per chi resta in una città il tempo di un weekend. Mappe divise per quartieri, estremamente dettagliate e brevi spiegazioni di luoghi d'interesse, ristoranti, club e negozi.
  2. Le guide traveller di National geographic : oneste guide turistiche, non troppo prolisse ma nemmeno striminzite nel descrivere i luoghi d'interesse della vostra meta. Fotografie favolose, che le rendono le migliori se volete rifarvi gli occhi anche prima di partire.
  3. Le guide mondadori : copertina bianca, medio formato. Le più complete. All'interno troverete storia del pese dove siete diretti, cultura, cucina, mappe ed immagini degli edifici più famosi. Secondo me tra le più valide, un vero e proprio bignami che vi aiuterà anche solo a programmare il vostro viaggio.
  4. Pocket della Lonely planet : della lonely esistono anche altre guide, quella classica ed "incontri" ad esempio, ma pocket è secondo me la migliore. Cartina estraibile con stradario, spiegazione dettagliata delle maggiori attrazioni turistiche, consigli chiari e ottimi ristoranti recensiti. Per me the best
A New York lasciai il mio libro guida turistica sulla panchina di Central Park. Sarà pure stato molto comune per una turista- come mi fece notare l'ennesima  persona con cui chiacchierai nella zona di Essex street- ma sono molto triste se ci penso. Perché la guida diventa ricordo, è piena di appunti alla fine del viaggio, ed è un piacere prestarla a qualcuno, una volta tornati. Perché la meta non è solo una terra mai esplorata, bensì la condivisone della gioia per aver conosciuto un luogo che prima di partire, abitava nei tuoi sogni.


For the column on Friday, today we talk about the guide. Because despite being deserted, a minimum amount of information written to find somewhere!
As a mosquito magically reappears at the first hint of summer, as the snow falls when you reach 0 ° C, like sugar does go in the water with lemon fizz ... here is the column of friday! What I would take to a desert island.Since I'm in the bleak post-holiday mood, I can think about  how much I was fine on vacation. My pain is very strong: I haven't yet done uploading the photos taken with the camera in the PC. But I know I'll get a move on, because I have the post production of other photos in arrears. But we don' t go off topic and talk about it, the dear old tour guide. I speak of the book that I buy always when travel, but only when I booked the flight. I am convinced that otherwise bad luck comes , and in any case if then for some reason didn't have to leave? Terrible would be the view of that volume, in the library.Throughout my life I have had the good fortune to travel frequently and constancy. When you start, it is difficult to stop, and explore new cities, other countries, learn about new cultures has become almost a mission for me. I can say I tried many guide books, and I have my preferences.
Here are reviewed for you better-known ones, in my humble opinion.1.Cartoville: the pocket guide of the Italian Touring Club, is ideal for those who remain in a city one weekend. Maps divided into districts, extremely detailed and brief explanations of places of interest, restaurants, clubs and shops.
2.The guides traveler on National geographic: honest tour guides, not too lengthy but even stunted in describing the sights of your destination. Fabulous photographs, making them the best if you want take a look even before you  left.
3.The guides mondadori: white cover, medium format. The more complete. Inside you will find the history of the country where you are headed, culture, cuisine, maps and images of the most famous buildings. I think the most valid, a real bignami that will help even just to plan your trip.
4.Pocket the Lonely planet: the lonely, there are also other guides, the classical and "meetings" for example, but in my pocket is the best. Pull-out map with street guide, detailed explanation of the major tourist attractions, clear advice and great restaurants reviewed. For me the best

In New York, I left my guide book on a bench in Central Park. It will also be very common for a tourist-as I pointed out yet another person with whom I chatted in the area of ​​Essex street-but I am very sad if I think about it. Why that book  becomes memory, is full of notes at the end of the trip, and is a pleasure lend it to someone, when you come back. Because the goal is not just a land never explored, but the sharing of joy for having known a place that before leaving,  lived in your dreams



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