lunedì 18 febbraio 2013

Rimedi e scuse della ritardataria tipo


Per quello che ne so, nessuno sceglie di diventare un ritardatario cronico.
Lo si è per diversi motivi, e non è un'abitudine di cui vantarsi.
C'è stato un tempo in cui ero addirittura sempre in anticipo ai miei appuntamenti. Poi ho comperato un pc, e ho iniziato ad usarlo nel tempo libero. Le ore, se sei sul web per puro svago, volano.
Diciamo pure che adesso, tra una lavatrice e una cena in casa, spesso accumulo ritardi, anche quando l'appuntamento è tra qualche ora: anzi..ancora peggio: credo di avere un sacco di tempo, così mi metto a rammendare, riordinare, provare una nuova acconciatura, per poi accorgermi della dura realtà. Sono in ritardo.

Tuttavia, ci sono momenti in cui non arrivare in orario è intollerabile: pensate a chi per questo,  perde un aereo! Beh fortunatamente non mi è mai capitato.
Anche arrivare al lavoro in ritardo non è una grande idea, anzi: spesso si rischiano richiami aziendali.
Con gli amici e la vostra dolce metà, dovete stare attenti: alcuni tollerano, altri si arrabbiano moltissimo. Secondo me il detto "lasciamoli aspettare", in questi casi, non vale una cippa.



Ma se avete bisogno di una "scusa", ecco cosa può aiutarvi, per salvarvi in corner, quando avete sforato i classici "5 minuti dopo".

  • Il traffico: citato da tantissimi è ormai una giustificazione che ha perso il suo fascino iniziale. Se è vero che le nostre città non sono tra  più sgombre dalle automobili, questa scusa vale negli orari di maggior traffico. Negli altri, verrete sbugiardati subito.
  • Incidente domestico: del tipo "ho bruciato la camicia mentre stiravo", oppure "scusami sono caduta dalle scale". Attenzione, state attirando verso di voi la sfortuna :D
  • Sparizioni mistriose: se siete disordinati cronici, questa non è neppure una bugia. Probabilmente non trovate veramente le chiavi di casa. Il vostro interlocutore però, può non gradire e perciò ecco il rimedio: ponete sempre nello stesso posto gli oggetti che vi servono in continuazione. Esempio: telefono sul mobile in entrata, chiavi di casa appese al muro ecc...
  • Il litigio con l'armadio: succede di non riuscire ad individuare l'outfit giusto, nonostante ci si pensi da tutto il pomeriggio. Oppure la camicetta che si voleva indossare è in lavanderia. Rimedio: check up del guardaroba la sera precedente all'appuntamento.
  • La sbadataggine. Ovvero "Mi ero dimanticata del nostro rendez-vu". No, no, no. Mai usare questa frase: mettete in secondo piano l'importanza del vostro interlocutore, che non riesce ad attirare la vostra attenzione nemmeno ad un appuntamento prefissato. Piuttosto dite -"Scusami, avevo capito male, credevo dovessimo vederci tra un' ora".
  • L'altra dimensione. Capita che mentre si sta leggendo un libro o vedendo un film molto interessante, si perda la cognizione del tempo. Non mentite, ditelo. Magari chi vi aspetta è un patito di quel regista o di quell'autore.
  • Il lavoro. Usare come scusa quella dell'orario di lavoro e degli straordinari, fa molto "uomo che tradisce la moglie con la segretaria, in ufficio". Perciò non vi consiglio di dire così, a patto che non siate veramente degli stacanovisti .
Per quanto riguarda i rimedi, sinceramente, per non arrivare sempre tardi uso lo stratagemma "sveglia sbagliata", ovvero metto l'orologio cinque minuti in anticipo. Il problema è che poi me ne ricordo e arrivo tardi comunque! :D
Se avete qualche consiglio, vi prego, sono in ascolto!!!

2 commenti:

  1. In ecuador è di moda mettere a chi ti aspetta una fretta fottuta tre ore prima dell'appuntamento e poi... arrivare almeno mezz'ora dopo. Guardare negli occhi l'interlocutore ripetendo 3 volte l'ora e il giorno (solitamente oggi o domani, giorni diversi sono percepiti come eoni in cui non si sa cosa potrebbe combinare la tettonica a zolle), e facendoselo ripetere tre volte sempre facendosi guardare negli occhi. Arriva il momento tanto atteso e... non arriva nessuno. Chiami l'altra persona: è a 200 km di distanza e ti risponde solitamente con l'esordio "ma sai che...". Gli ultimi due mesi a questo esordio avevo già riattaccato o girato i tacchi. Questo è ovviamente solo l'inizio: la persona arriva in ritardo o non arriva, si fa male o non si fa il lavoro che si doveva fare e la conseguenza è il nervosismo del capo che non ha il lavoro pronto. nervosismo che si scarica su di te e che tu scarichi sulla povera gente che incroci. Morale della favola: ho imparato che la puntualità è importante.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. certo sul lavoro è fastidiosissimo che la gente faccia come gli pare, riguardo all'orario!

      Elimina

I love your comments!