lunedì 2 aprile 2012

Aperture domenicali: servono veramente?




Buon lunedì!
Oggi volevo parlare delle aperture domenicali/festive dei centri commerciali e dei supermercati, nonchè di negozi medio/grandi nelle nostre città italiane. Come sapete faccio la commessa, ma prometto di essere il più obbiettiva possibile.
Vediamo subito i pro della tanto discussa legge introdotta dall'attuale governo Monti:

  • Comodità: si possono fare acquisti sette giorni su sette, e se si può, 24 ore su 24.
  • Mancanza di noia, nei giorni "grigi". Piove: che si fa? Gita al centro commerciale. Passeggiatina in un luogo dove il meteo non ha potere alcuno, dove si può mangiare e perchè no, fare anche spese. Non sempre però, visto la magra busta paga di molti.
Ma quali sono i "contro"?

  • Costi elevati per i commercianti: alcuni centri commerciali, multano i negozi che decidono di non tenere aperto il settimo giorno della settimana. Il personale  va pagato, e spesso non si è in grado di assumere altri dipendenti. Risultato? Turni spesso piuttosto pesanti, e malcontento generale tra i/le commessi/e.
  • Guadagni scarsi: anche se è presto per tirare le somme (la legge è entrata in vigore da pochi mesi), per ora solo il gruppo Despar ha dichiarato di avere un piccolo incremento del fatturato.
  • Omologazione: i piccoli negozi non possono spesso permettersi di tenere aperto, e questo può portare a chiusure, poichè è difficile far fronte alla concorrenza della grande distribuzione. Questo si potrebbe ripercuotere anche su nuovi stilisti e designer, che spesso emergono da piccoli atelier. Perciò l'essere vestiti tutti uguali non sembra più uno scenario così lontano.
  • Danni alla ristorazione: se la comodità è ciò che ci interessa, perchè spostarsi dal centro commerciale, per raggiungere quel ristorantino fuori città? La cena o il tanto mitizzato pranzo domenicale in famiglia, inoltre, può essere tranquillamente sostituito da un trancio di pizza.
Queste non sono solamente le mie impressioni, ma commenti e discussioni che ho raccolto visitando forum in internet sull'argomento, leggendo giornali, vedendo servizi alla tv durante questi mesi.
Se da una parte, si sentono discorsi del tipo "per una famiglia ormai, è un costo elevato portare anche i bambini al cinema", sostituendo ogni altro svago con una passeggiata ed un gelato nello shopping center, di domenica, mi chiedo come si stia evolvendo la nostra società. Cosa facevano i nostri nonni un tempo, senza tv (e pure cinema), per esempio?

Sempre il gruppo Despar,  tramite  l’amministratore delegato dell’Aspiag Service Paul Klotz,  ha parlato di nuove assunzioni, nei prossimi tre anni. L'impegno verrà mantenuto, se il guadagno non raggiungesse gli obbiettivi del gruppo?
Da gennaio inoltre sono cominciati gli scioperi delle/i commesse/i per scongiurare le aperture festive. Sul piatto della bilancia, pesa soprattutto la situazione di chi ha famiglia: a parte non vedere i propri bambini, se non si ha l'aiuto di altri familiari, chi paga il servizio di babysitter, per i più piccoli?
In alcuni casi, si è detto che, ci sono molte altre categorie costrette al lavoro domenicale, quali medici, infermieri, vigili del fuoco, polizia...Ma purtroppo di questi dipendenti c'è bisogno 24 ore su 24, sette giorni su sette.
La domenica forse, tutti gli altri lavoratori potrebbero riposare, a meno che da parte loro non dipenda la vita di qualche altra persona. E questo non comporta l'acquisto compulsivo, il settimo giorno della settimana.

Happy Monday!Today I want to talk about Sunday openings / festive shopping centers and supermarkets, as well as shops of medium / large in our Italian cities. I'm a shop assistent, but I promise to be as objective as possible.Let's see the pros of the much-discussed bill introduced by the present government Mountains:• Convenience: you can shop seven days a week, and if you can, 24 hours 24.• Lack of boredom, in the day "gray". It's raining: what you do? Trip to the mall. Stroll in a place where the weather has no power, where you can eat and why not also do shopping. Not always, however, saw the meager salary of many.But what are "against"?• High costs for merchants, some malls,  fine stores who decide  to not keep open the seventh day of the week. The staff is paid, and often are not able to hire more employees. Result? Shifts often quite heavy, and general discontent among the workers.
• Earnings scarce: although it is early to draw conclusions (the low came into force a few months ago), so far only Despar group said they had a small increase in sales.• Approval: small shops are often unable to afford to keep open, and this may lead to closures, as it is difficult to cope with competition from large retailers. This could also pass on new stylists and designers, who often emerge from small workshops. So being all dressed with the same dresses is a not so far situation.
• Damage to the restaurant: If comfort is what interests us,why  move from the mall to get to the restaurant out of town? Dinner or the much mythologized sunday lunch with family also may be safely replaced by a slice of pizza.These are not just my impressions, but comments and discussions that I have collected visiting internet forums on the subject, reading newspapers, watching services on TV during these months.If on the one hand, you feel kind of talk "for one family now, is a high cost to bring the kids to the cinema", even replacing all with a walk and an ice cream in the shopping center, on Sunday, I wonder how it is evolving our society. What did our grandparents' time, no TV (and even cinema too), for example?Also the group Despar, through the CEO Paul Klotz dell'Aspiag Service, spoke of new jobs over the next three years. The workers will be maintained, if the gain does not reach the goals of the group?Since January of strikes also started from the shopping assistents to avoid the festive openings. On the scales, weigh especially the situation of people with families: a part of not seeing their children, if you don't have the help of other family members, who pay the babysitter for the children?In some cases, it was said that, there are many other categories are forced to work on Sundays, such as doctors, nurses, firefighters, police ... But unfortunately, these employees need 24 to 24 hours, seven days a week .On Sunday, perhaps, all the other workers could resta t home, unless their part does not dependthe life of another person. And compulsive buying, the seventh day of the week is not a question of death or life.

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