lunedì 18 luglio 2011

"Life"-la vita del chitarrista dei Rolling Stones, Keith Richards.

Era un nevoso giorno di Novenbre, quando a Londra, vidi la pubblicità di questo libro. La mia amica se ne ricordò, quando con altre persone importanti per me, decise di regalarmi la biografia di Keith Richards, nel giorno del mio compleanno.

Ebbene, dopo un'attenta lettura, vorrei proprorvi la mia recensione.
Inanzitutto questo è un libro ben scritto probabilmente  per l'innata capacità comunicativa di Richards e  per l'aiuto ricevuto dal giornalista James Fox.
E' un libro che diverte, fa riflettere e a volte commuove.
Forse anche troppo onesto, soprattutto quando "Keif" parla dei suoi trascorsi con la droga, senza tanto piangersi adosso, e senza nemmeno pentirsene un pò, anche se ne sconsiglia, a modo suo, l'uso.

In questa biografia, si parla molto  delle innumerevoli donne che Richards ha avuto e del suo grande amore Anita Pallenberg, con la quale ha condiviso i bei tempi di "Exile on the main street" e che "soffiò" all'amico e collega Brian Jones.  Su quest'ultimo Keith non ha peli sulla lingua, e nemmeno per Mick Jagger risparmia sarcasmo e a volte aspre critiche:  lo definisce un amico ma ammette che le cose non sono più quelle di un tempo.

Inoltre, avviso gli amici musicisti che  in questa autobiografia, vengono svelati molti trucchi e per questo è un libro che vale la pena leggere.
Strano a dirsi, c'è pure uno pseudo-lieto fine. Poichè, tutto possiamo dire di una vita tanto spericolata, tranne che non sia stata completamente fuori dal comune ed avventurosa.


In fondo, di chitarristi tanto geniali, il mondo ha ancora assoluto bisogno. Se poi hanno un innato senso dell'umorismo e una sincerità spudorata, come Keith Richards..meglio, vero?

It was a snowy day of Novenber, when in London, I saw the advertisement of this book. My friend remembered it when other people important to me, decided to give to me the biography of Keith Richards, on the day of my birthday.

Well, after careful reading,here there is my review. First of all this is a book well written probably by the innate ability to communicate of Richards and for the help received by the journalist James Fox. 

It 'a book that is fun, thought-provoking and sometimes emotional. 
Maybe too honest, especially when "Keif" speaks of his past with drugs, without so much sorry, and without even a little regret, though not recommended, in its way, the use.

 In this biography, there is much talk of countless women that Richards has had and his great love Anita Pallenberg, with whom he shared the good times of "Exile on Main Street" and that "blew" his friend and colleague Brian Jones .  Keith doesn't have good words for him, neither for  Mick Jagger, and even to save sarcastic and sometimes harsh criticism calls him a friend, but admits that things are not like the past.
Also, notice the fellow musicians, in this autobiography, many tricks are revealed and this is a book worth reading. 

Oddly enough, there is also a pseudo-happy ending. Because everything we say about a life so reckless, but that was not completely unusual and adventurous.

 After all, both brilliant guitarists of the world still desperately needed. If you have an innate sense of humor and unabashed sincerity, like Keith Richards .. is better, right?


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